giovedì, 11 settembre 2008, ore 17:05

WTC

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categoria : pensieri, ricorrenze, emozioni





martedì, 02 settembre 2008, ore 20:18

Tra giornate spensierate a Gardaland, serate culturali al Teatro Romano, turni divertenti in Croce Bianca e assistenze pesanti (fino alle 4 del mattino!) alla Sagra di Santa Viola per catar su* idioti che non sanno reggere l'alcool è da un po' che non aggiorno il blog.
Nel frattempo ho anche avuto l'occasione di fare un colloquio particolarmente riuscito, tanto che - udite udite - da domani inizierò a lavorare...aaargh!!!
iwantedthistowork
*raccogliere
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categoria : pensieri, lavoro, vita quotidiana





venerdì, 11 aprile 2008, ore 20:26

Tempo fa qualcuno cantava "...non parliamo di politica, la situazione si fa critica...".
Ebbene, alla vigilia delle elezioni, vorrei riportare un interessante articolo che ho scovato l'altro giorno su DNews, uno dei tanti giornaletti gratuiti che uso leggere in treno andando all'università.
Il giornalista è Fabio Cortese, del TG3 (ussignur! ), il quale mi trova assolutamente d'accordo.
 

Chi non vota non decide nulla e ha torto marcio

Settimana che precede le elezioni. Riflessioni necessarie comunque uno la pensi.
Molto si discute e molto di più si analizza sul ruolo che avranno i cosiddetti indecisi e su quello di chi si asterrà o per meglio dire non andrà a votare.
Scegliere chi dovrà assumersi la responsabilità di gestire il bene comune è da sempre un dovere, ma siccome a scuola non si insegna più l’educazione civica, molte persone sembra se lo siano dimenticato. O per meglio dire si è piano piano persa per strada la cultura dello stato e della nostra società.
Diritti e doveri sono appannaggio di chi sceglie, sono frutto di una libera valutazione sulla scelta di un premier e del suo programma, sono l’espressione del coraggio delle proprie idee. Danno diritto di critica, di sciopero, di plauso, di partecipazione.
Chi non sceglie sarà comunque rappresentato e potrà dire di volta in volta la sua.
Ma non si sarà assunto le proprie responsabilità. Potrà essere d’accordo o meno ma farà finta. Perché domenica e lunedì sarà rimasto a criticare, a dire che la classe politica fa schifo, ma non avrà fatto nulla per modificare le sue asserzioni.
Insomma, la classica posizione di chi non ha coraggio e che aspetta che siano altri a decidere per lui. E poter ogni volta scegliere la posizione più comoda. Questi sono quelli che diserteranno le urne. Altra cosa sono gli indecisi. E chi è sempre convinto delle proprie ragioni?
Ma gli indecisi faranno il loro dovere di cittadini: sceglieranno secondo le proprie convinzioni e, secondo i sondaggi, decideranno la vittoria.
Gli astensionisti no. Non decidono mai nulla.

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lunedì, 31 marzo 2008, ore 10:55

...e sono 25. Raggiunto anche il quarto di secolo.

Torta

Cos'è successo il 31 marzo? Clicca qui per saperlo!

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mercoledì, 19 settembre 2007, ore 20:54

14 ottobre 1998 - 19 settembre 2007

Ciao Leo, mi mancherai tanto.
Anche se tra le lacrime, sono contenta di esserti stata vicina e averti tenuto la zampa mentre ti addormentavi per sempre, così come avevo fatto quando ti avevo portato a casa ancora piccolino.
Adesso è dura, ma voglio ricordarti così, pieno di vita, che la mattina aspetti paziente dietro la porta della mia camera o che mi porti la ciabatta sbagliata ogni volta che torno a casa, bastando uno scodinzolio per dirmi che mi vuoi bene.
Sei stato il mio migliore amico e il tuo ricordo rimarrà sempre nel mio cuore.

CIMG4285

 
Un angelo
 
Ero vicino al tuo letto la notte scorsa.
Ero venuto a dare un'occhiata.
Ho visto che stavi piangendo e non riuscivi a prendere sonno.
Ho uggiolato piano piano quando hai asciugato una lacrima dal tuo viso: "Sono qui, non ti ho lasciata, è tutto a posto, sono qui".
Ero vicino a te a colazione e ti ho guardata versare il caffè, stavi pensando a quante volte le tue mani mi avevano accarezzato.
Ero con te nei negozi oggi, le tue braccia erano doloranti e io avrei voluto portare i tuoi pacchi, ma non ho potuto.
Ero con te oggi quando sei andata alla mia tomba, te ne prendi cura con molto amore.
Voglio rassicurarti, io non sono là.
Ho camminato con te per la casa mentre cercavi le tue chiavi, ti ho toccato con la zampa, ho sorriso e ti ho detto: "Sono io".
Sembravi molto stanca e triste seduta su quella sedia e io ho cercato con tutte le mie forze di farti sentire che ero lì, vicino a te.
Per me è possibile starti così vicino, sempre, e dirti: "Non me ne sono mai andato".
Eri seduta tranquilla, poi hai sorriso, penso che tu sapessi che, nella quiete della sera, io ero molto vicino a te.
[...]
Anonimo
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