

Sull'onda della visione di una puntata spettacolare di Lost, ieri sera sono andata al cinema a vedere il nuovo thriller con Mattew Fox aka Jack Shephard: "Vantage Point - Prospettive di un delitto".
Brevissimamente la trama:
In occasione di un importante summit sulla guerra globale al terrorismo, il Presidente degli Stati Uniti viene colpito e ferito e tra la folla scoppia il panico e due bombe. L'attentato viene visto da diverse prospettive, incluse quelle degli agenti segreti e degli attentatori stessi.
Il film è ben diretto, convolgente e adrenalinico. Mediante l'utilizzo sfrenato di flashbacks, il regista si rifà alla stessa tecnica utilizzata da J.J. Abrams per Lost, mischiando un po' di 24.
Certo, forse c'è qualche scena in puro stile "americano", ma in fondo il tema è quello del terrorismo per cui ci possono anche stare.
L'unica stonatura potrebbe essere rappresentata da un finale magari eccessivamente semplificato, ma la tensione-che-incolla-alla-poltrona non manca mai, condita da pura azione hollywoodiana.
Insomma, a me è piaciuto...ma in fondo è una questione di punti di vista! 
"È il 1976. Robert Neville torna a casa dopo una giornata di duro lavoro. Cucina, pulisce, ascolta un disco, si siede in poltrona e legge un libro. Eppure la sua non è una vita normale. Soprattutto dopo il tramonto. Perché Neville è l'ultimo uomo sulla Terra. L'ultimo umano sopravvissuto, in un mondo completamente popolato da vampiri. Nella solitudine che lo circonda, Robert esegue la sua missione, studia il fenomeno e le superstizioni che lo circondano, cerca nuove strade per lo sterminio delle creature delle tenebre. Durante la notte Neville se ne sta rintanato nella sua roccaforte, assediato dai morti viventi avidi del suo sangue.
Ma con il sorgere del sole è lui a dominare un gioco crudele e di meccanica ferocia, scandito dalle luci e dalle ombre di un tempo sempre uguale a se stesso e che impone la ripetizione di un rituale sanguinario. In questo mondo Neville, con la sua unicità, si è già trasformato in leggenda.".
Spinta dalla curiosità, dopo aver visto il film con Will Smith, ho letto questo libro.
Nonostante alcune parti un po' lente, dovute al fatto che, in fondo, il protagonista è solo per la quasi totalità del libro, il racconto è molto ben strutturato, si legge con rapidità e ci si cala spesso nella psicologia del personaggio, provando la sua stessa angoscia, la sua sofferenza e la sua solitudine.
Ho apprezzato molto l'originale espediente con cui l'autore ha elaborato il "capovolgimento di ruoli" tra i personaggi, nonchè il chiaro riferimento alla diversità, concetto che varia sensibilmente in relazione al contesto di riferimento, ossia la maggiornaza della popolazione.
Anche il film mi è piaciuto molto, ma probabilmente mi sarebbe piaciuto di meno se avessi letto prima il libro, il quale ha fornito solo lo spunto agli sceneggiatori per la visione cinematografica hollywoodiana, dal momento che ci sono delle sostanziali differenze tra l'uno e l'altra.
Ce ne sarebbero tante da elencare, ma la differenza più importante risiede sicuramente nello stesso significato della frase "io sono leggenda": mentre nel film Neville diventa una "leggenda" offrendo una cura per salvare gli ultimi sopravvissuti, nel libro egli è una "leggenda" tra i vampiri, proprio come i vampiri lo erano per l'uomo.
Venerdì sera, dopo un gelido pomeriggio passato a fare assistenza con la Croce Bianca ai carri per il carnevale, ci siamo trovati con il gruppo Lost per la season premiere della quarta stagione.
Transformers! Tananananaaa... 