Eccomi qua, sono tornata da Parigi venerdì a mezzanotte e solo ora ho il tempo materiale per scrivere.
Al mio arrivo in Patria ho trovato ad attendermi all'aeroporto Alberto e Ale (il quale ormai per merito mia sta facendo la collezione di Torri Eiffel...ehm...
), per cui il viaggio di ritorno è stato sicuramente più piacevole di quello all'andata, visto che il mio volo era in ritardo di ben 12 ore.
Già. Tutti belli seduti, in perfetto orario, cinture allacciate. Bon.
5 minuti di ritardo. 10 minuti di ritardo. 15 minuti di ritardo.
"Si pregano i passeggeri di ritornare al terminal, è stato provocato un danno alla fusoliera dell'aereo. Ci scusiamo per il disagio".
Porc.
Casini, sbuffi, famiglie impazzite, classici turisti (perchè non di viaggiatori si tratta) italiani in infradito e via dicendo.
Risultato: si parte esattamente dodici (l'ho scritto in lettere, per dare l'idea di lentezza) ore dopo.
Riporc.
Si ringraziano la Settimana enigmistica e Harry Potter.
A parte questi disguidi (non certo per colpa di Ryanair, ma forse di colui-che-guidava-ubriaco-il-carrello-trasportatore-dei-bagagli-accidentalmente-scontratosi-con-la-fusoliera) il soggiorno è trascorso piacevolmente tra negozi, centri commerciali e croissant.
Uhm ok, forse ho dato anche un'occhiata a ciò che ancora non conoscevo di Parigi: il Pantheon, la facoltà di Legge della Sorbona, i giardini di Lussemburgo e il Petit Palais.
Temperatura ottima: tra i 20 e i 25 gradi. E adesso ripiombiamo nei soliti 35.
Finita la prima parte delle vacanze: il libro di procedura civile mi guarda ostile dall'alto della libreria ed entro domani devo fare una scelta che potrebbe cambiare i prossimi mesi della mia vita. 