Giovedì ho cominciato a lavorare di nuovo per l'università.
Stesso simpatico ufficio dell'anno scorso, quello per l'orientamento agli studenti.
Stessi grandissimi colleghi, ma anche nuovi collaboratori come me.
Sempre lo stesso tran tran: mille chiamate, spedizioni, consulenze e tante, tante matricole smarrite.
Mi sono anche aggiudicata due nuove e ambitissime magliette dell'Università degli Studi di Verona. 
Quello che conta però è il fatto che ci sia davvero un bel clima di collaborazione, che dà più soddisfazione al lavoro svolto.
Ed oggi mi merito proprio un tuffo in piscina dalla Cri, sul lago! 
Chi non l'ha mai visto o ha smesso dopo le prime puntate non sa cosa si perde.
Lost è una sorta di "droga", ti crea dipendenza, non puoi fare a meno di scervellarti per capire che cosa possa succedere su quella caspita di isola sbattuta in mezzo al Pacifico.
Sabato ho iniziato a vedere la seconda serie in inglese, con i sottotitoli in italiano.
Ho dovuto sospendere alla decima puntata, troppe emozioni da smaltire. Troppi quesiti irrisolti. Ma è semplicemente geniale.
Spero solo che abbia un finale degno dell'intera storia.
Non vorrei mai che alla fine si scoprisse che da qualche parte c'è un passaggio che porta direttamente al Waikiki Resort, dall'altra parte dell'isola, o che sia tutto un parco di divertimenti come in Monkey Island II.
Namaste! 
Partita spettacolare quella di venerdì sera al Palazzetto! 
Un gran gioco, soprattutto da parte della squadra francese...ok forse sono un po' di parte perchè erano i miei "amici" e la tifoseria italiana non è stata il massimo della sportività, ma in effetti sono stati davvero bravi: quasi insesitenti gli errori in battuta, davvero tanti muri, ma soprattutto una copertura davvero eccellente. Non cadeva un pallone!
Ciò non ha comunque impedito che cantassi l'inno italiano con la mano sul cuore, sventolando la mia nuova bandiera. 
Eccomi qui, di nuovo a casa.
Un po' di relax, dopo tante fatiche, ci voleva proprio.
E' ora di riprendere pian piano il tran tran quotidiano, con una nuova carica, sperando che questo caldo non ci faccia "sghiandare" prima.
Stasera andrò a vedere la partita di pallavolo Italia - Francia al Palazzetto dello Sport.
Già avevo una mezza idea, poi avendo fatto il viaggio di ritorno da Parigi sull'aereo degli gnomi dell'Air France fianco a fianco con la nazionale francese non potevo non andare! 
E così ancora una volta srotolerò la mia bandiera italiana, ma questa volta sarà un tifo diverso, più soft e con uno sguardo più amichevole nei confronti di questi francesini. 
Sono giunta qui a Parigi con l'aereo dei sette nani, probabilmente il più piccolo su cui abbia mai viaggiato.
L'Arc de Triomphe mi accoglie allegramente nella sua maestosità, mentre mi avvio verso casa. 
Da quando sono arrivata ho già mangiato in media almeno un paio di brioche al giorno. Il fatto è che il profumo è così invitante che non se ne può fare a meno! 
Giuliano ha fatto la "sorpresona" di venire su per il week end, in occasione dei festeggiamenti per il 14 juilliet. Tutti e quattro insieme, non accadeva da anni. Di colpo mi sono venuti in mente i nostri viaggi intorno al mondo, a mano col papà e la mamma.
Dagli Champs abbiamo potuto assistere alla parata delle forze armate francesi, con la patouille nationale che sfrecciava sulle nostre teste.
E poi negozi, casette, monumenti e ancora negozi. 
Gente stana i parigini. Il bello è che nessuno fa assolutamente caso al vestito o alla forma. Peccato siano un po' mesti dopo la sconfitta ai Mondiali e le frasi "Italia campione del Mondo 2006" scritte di nascosto da qualche compatriota sui muri della città non aiutano di certo a sollevar loro il morale. Nonostante ciò Zidane continua ad essere considerato un mito.
Un giro a Montmatre è un must per me, visto che è la zona che preferisco in assoluto. Bighellonare tra le viuzze nelle quali un tempo passeggiavano pittori come Van Gogh, Monet, Manet, Chezanne, crea nella mia mente pensieri tipicamente bohemienne.
Sto rivalutando anche il Quartiere Latino, soprattutto il cibo dei bistrò la sera.
Bellissimo poi sdraiarsi sull'erba umida ai piedi della Tour Eiffel e aspettare col fiato sospeso il momento esatto in cui si accendono le luci, sentendosi parte del mondo.